
Si è svolta venerdì 9 ottobre, nella chiesa “San Jacopo” di Altopascio, il primo incontro del percorso “abbi coraggio, c’è una strade per te”. Si tratta di un percorso progettato dall’ufficio di Pastorale Giovanile della diocesi di Pescia, in comunione con il vescovo, per offrire ai giovani un’occasione per riconoscere le emozioni, i sentimenti, ciò che si muove nel cuore di chiunque è alla ricerca. Non per forza ricerca vocazionale, ovvero chi sta cercando di scoprire se siamo fatti per essere prete, frate o suora o per sposarsi, ma di chiunque è in fase di ricerca nella propria vita, per darle un senso, un orientamento, un significato a ciò che sta vivendo. La proposta è molto ambiziosa, ma non può essere da meno tanto è preziosa la posta in gioco: una vita santa, ovvero piena, piena di gioia, di bellezza.
Nel primo incontro, guidato da don Matteo Niccheri, direttore dell’ufficio di pastorale giovanile, la preghiera si è incentrata sulla domanda fondamentale che riempie il cuore dei giovani: che cercate? Il vangelo che ha accompagnato la serata è stato Gv 1,35-39, con i discepoli di Giovanni il Battista, Andrea e Giovanni, che fidandosi del Battista indicando Gesù “Ecco l’agnello di Dio”, subito si mettono a seguirlo. Don Matteo ha ricordato proprio come la nostra, come quella di Andrea e Giovanni, è una vita da discepoli, bisognosi di una guida, un coach diremmo nello sport, che ci accompagna nel cammino.
Don Matteo sottolinea come anche la partecipazione a questa serata di preghiera, da curiosi, in compagnia di amici, da quasi costretti, sia comunque un’occasione che possiamo darci nel cammino della nostra vita, per cominciare a porci delle domande. Spesso diamo delle risposte immediate ai nostri desideri, ma difficilmente la prima risposta è quella che ha scavato in profondità. Allora, il primo invito nella serata, è quello di meditare in silenzio il salmo 139 “Signore, tu mi scruti e mi conosci” per cominciare con questo testo, che è una preghiera, a scavare in profondità nei nostri desideri. Dopo questo momento di silenzio e meditazione personale, Don Matteo ha evidenziato come Gesù non dà una risposta, ma invita i due discepoli a vivere l’esperienza dello stare con lui. Allora è importante vivere la vita, le proprie esperienze, con le antenne del tuo cuore pronte a incontrare Gesù. Don Matteo ha poi ricordato come Giovanni, l’autore del vangelo, ed uno dei discepoli che segue Gesù in questo episodio, si ricorda le quattro del pomeriggio, proprio perché tanto l’incontro ha segnato la sua vita, che si ricorda, a distanza di anni, l’orario in cui è successo. Da qui il secondo invito ad un momento di riflessione personale, per pensare, nella propria vita, quale “quattro del pomeriggio” abbiamo vissuto nella nostra vita. Al termine del momento di riflessione personale, don Matteo ha rivolto un altro invito, e cioè a condividere nella propria panca, con la persona vicina, l’episodio della propria vita che rappresenta il nostro “quattro del pomeriggio”. Infine, è stato consegnato ai partecipanti un segnalibro dove segnare, come memoria dell’incontro, la parola ascoltata, letta, pregata, che è uscita fuori nella serata di preghiera. Il prossimo incontro del percorso di preghiera sarà il 13 novembre, ore 21:15, nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia. La pastorale giovanile vi aspetta numerosi
