Da Progetto Policoro a GenerAzioni in rete: trent’anni accanto ai giovani

Martedì 6 ottobre, nei locali parrocchiali della chiesa di Cristo Redentore a Monsummano Terme, si è svolto l’incontro “30 anni insieme”, promosso nell’ambito della collaborazione tra le diocesi di Pistoia e Pescia per celebrare il cammino del Progetto Policoro e riflettere sulle nuove sfide che riguardano il lavoro e il futuro delle giovani generazioni.

A offrire il loro contributo sono stati don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale della CEI per i Problemi Sociali e il Lavoro, e don Marco Ulto, coordinatore nazionale del Progetto Policoro. In accordo e collaborazione tra le due diocesi, il coordinamento dell’incontro è stato portato avanti da Matteo Vannacci e Veronica Cheri, accompagnando gli interventi e i diversi momenti di confronto della giornata.

Al centro dell’incontro è emersa con forza la questione del lavoro giovanile. Oggi molti ragazzi si confrontano con contratti precari, stipendi insufficienti, difficoltà nel raggiungere una reale autonomia e prospettive professionali spesso incerte. Non sono pochi coloro che scelgono di lasciare l’Italia alla ricerca di condizioni migliori, portando con sé competenze, energie e progetti che il nostro Paese fatica a valorizzare.

Su questi temi don Bruno Bignami ha richiamato il valore del lavoro come luogo decisivo della dignità umana e della partecipazione democratica. Il lavoro, infatti, non può essere ridotto a una semplice fonte di reddito: riguarda il riconoscimento della persona, la possibilità di costruire il proprio futuro e di sentirsi parte attiva della società.

In questa prospettiva, l’Animatore di Comunità non è chiamato soltanto a offrire risposte immediate, ma ad accompagnare le persone nelle loro fragilità, aiutandole ad affrontare conflitti e difficoltà senza subirli passivamente. È proprio qui che il Progetto Policoro trova uno dei suoi significati più profondi: generare processi, costruire relazioni e contribuire a un’economia capace di mettere al centro la persona, la legalità, il territorio e la cura delle relazioni.

Anche don Marco Ulto ha posto l’accento sul ruolo dei giovani all’interno della Chiesa e della società. Troppo spesso vengono descritti come “il futuro”, mentre faticano a trovare spazio nel presente. Il Policoro nasce invece dalla convinzione opposta: i giovani sono già oggi una risorsa viva della comunità e devono essere messi nelle condizioni di partecipare, proporre, costruire e assumersi responsabilità.

Da questo punto di vista, accompagnare un giovane nella ricerca del lavoro, sostenerlo nella nascita di un progetto, di una cooperativa o di una nuova esperienza professionale significa tradurre concretamente il Vangelo nella vita quotidiana. La fede non rimane così un principio astratto, ma diventa attenzione reale alle condizioni di vita delle persone e impegno per una società più giusta.

Durante l’incontro è stato ricordato anche il cammino compiuto nella diocesi di Pescia, dove il Progetto Policoro è presente dal 2015. Nel corso degli anni, attraverso il lavoro degli Animatori di Comunità, il progetto ha costruito una presenza stabile sul territorio. Il ruolo di tutor è ricoperto dal prof. Francesco Iadarola. In questa storia si inseriscono i percorsi portati avanti da Lisa Tedesco, Andrea Tamberi, Azzurra D’Onofrio, Rosa Anastasio e Veronica Cheri, nel segno di una continuità che ha permesso al progetto di crescere e di mantenere vivo il rapporto con i giovani e con le realtà locali.

Alla giornata hanno preso parte anche Lisa Tedesco e Rosa Anastasio, contribuendo con la loro presenza a testimoniare il percorso costruito negli anni nella diocesi. Rosa Anastasio, in qualità di ADC senior, è intervenuta per ripercorrere l’esperienza del Progetto Policoro a Pescia, ricordando alcune delle attività sviluppate sul territorio e il lavoro di accompagnamento portato avanti nel tempo.

Nel suo intervento, Veronica Cheri ha invece presentato il cammino più recente del progetto nella diocesi, soffermandosi sull’accompagnamento dei giovani, sulle attività di orientamento e sulle collaborazioni costruite con scuole, realtà ecclesiali e territorio. Un lavoro fatto di ascolto, supporto pratico e relazioni, con l’obiettivo di offrire ai ragazzi strumenti concreti per affrontare le proprie scelte formative e professionali.

In questi anni sono state accompagnate diverse persone nella ricerca del lavoro, nella preparazione del curriculum, nell’individuazione di opportunità formative e professionali e nell’affrontare difficoltà burocratiche, anche legate al riconoscimento dei titoli di studio. Interventi concreti, nati però sempre dall’ascolto della persona, delle sue capacità, delle sue difficoltà e del progetto di vita che porta con sé.

Un’attenzione particolarmente importante è stata rivolta al mondo della scuola. Il Progetto Policoro ha incontrato nel tempo centinaia di ragazzi, entrando direttamente nei luoghi in cui i giovani iniziano a interrogarsi sul proprio futuro, sul lavoro e sulle scelte che li attendono. Un legame particolarmente significativo è quello costruito con l’Istituto Sismondi-Pacinotti di Pescia, dove il progetto è stato accolto ed è presente da circa sei anni e con il quale si è sviluppata una collaborazione sentita e continuativa grazie a tutta la dirigenza scolastica. Proprio attraverso questo rapporto è stato possibile incontrare numerosi studenti, offrendo loro occasioni di confronto, orientamento e riflessione sul proprio futuro.

Il trentennale rappresenta anche un momento di passaggio. Il Progetto Policoro prosegue infatti il proprio cammino con il nome di GenerAzioni in Rete, una denominazione che vuole esprimere ancora più chiaramente la capacità di generare iniziative, connessioni e nuove forme di collaborazione nei territori.

Il nuovo nome raccoglie quindi l’eredità del lavoro svolto fino a oggi e guarda alle sfide future. In una società in cui precarietà, disuguaglianze e mancanza di prospettive rischiano di indebolire la fiducia delle nuove generazioni, la risposta non può essere soltanto individuale. Servono comunità capaci di ascoltare, mettere in relazione competenze diverse e costruire possibilità concrete.

GenerAzioni in Rete riparte dunque da qui: dai giovani, dalle relazioni costruite in trent’anni di esperienza e dalla volontà di continuare a trasformare il Vangelo in gesti concreti di accompagnamento, responsabilità e speranza

Veronica Cheli

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