
Nel pomeriggio di domenica 30 agosto, nei locali del Santuario della Madonna delle Grazie di Valdibrana, si è vissuto un pomeriggio semplice e, proprio per questo, particolarmente significativo.
Il vescovo Augusto ha incontrato i diaconi permanenti, gli aspiranti diaconi e le loro famiglie delle diocesi di Pescia e di Pistoia, dando vita a un momento nel quale fraternità, conoscenza reciproca e comunione ecclesiale si sono intrecciate in modo naturale e autentico. Non è stato un incontro fatto di relazioni ufficiali, di bilanci o di elenchi delle tante attività che quotidianamente riempiono la vita e il ministero dei diaconi. Il vescovo ha voluto subito dare all’incontro un tono diverso, più personale e più profondo, chiedendo a ciascuno di presentarsi non attraverso la consueta «scheda delle cose fatte», ma raccontando qualcosa di sé e cercando di individuare quella che potremmo chiamare “la perla preziosa del proprio ministero”: ciò che maggiormente lo caratterizza, ciò che sente più vivo e significativo nel servizio alla Chiesa e ai fratelli. È stato così che, uno dopo l’altro, i diaconi e gli aspiranti hanno potuto mettere in comune non soltanto esperienze e incarichi, ma soprattutto volti, storie, sensibilità, cammini personali e spirituali. Un modo semplice per conoscersi, ma anche per riconoscere come il ministero diaconale, pur vivendo molteplici forme di servizio, trovi la sua unità nella stessa chiamata a rendere visibile Cristo servo. In quel giro di presentazioni è emersa la ricchezza di uomini diversi per età, esperienza e percorso, ma uniti dal desiderio di servire il Vangelo e la comunità cristiana. La presenza delle famiglie ha dato all’incontro un significato ancora più bello. Il cammino di un diacono, infatti, non è mai una strada percorsa in solitudine. La famiglia ne accompagna la vocazione, ne condivide le fatiche e le gioie, diventa essa stessa luogo concreto nel quale il servizio, la pazienza, l’ascolto e la carità trovano quotidianamente una forma. Ritrovarsi insieme, provenienti dalle due diocesi di Pescia e di Pistoia, ha reso visibile quella comunione che nasce prima ancora dalle strutture e dalle organizzazioni: la comunione di persone che si riconoscono parte della stessa Chiesa e desiderano camminare insieme. Dopo il momento delle presentazioni, il vescovo Augusto ha guidato la preghiera dei Vespri, proponendo come testo per la riflessione il capitolo diciottesimo del Vangelo di Matteo. È il quarto grande discorso di Gesù nel Vangelo, il discorso che riguarda la vita della comunità, il modo di essere fratelli e sorelle, il difficile e affascinante compito di costruire relazioni evangeliche. Al centro, come criterio sorprendente e radicale, risuona l’invito di Gesù a diventare piccoli. Proprio questa parola, così semplice e insieme così impegnativa, ha accompagnato il momento di preghiera e di silenzio. Diventare piccoli non significa scomparire o rinunciare alla propria dignità, ma imparare a non mettere se stessi al centro; significa lasciare spazio all’altro, accogliere, perdonare, servire senza cercare riconoscimenti. È la strada indicata da Gesù per costruire una comunità che non sia semplicemente un insieme di persone, ma una vera fraternità. Dopo il silenzio, alcune brevi riflessioni nate «a caldo» hanno permesso ai diaconi di condividere ciò che la Parola aveva suscitato nel cuore. Poche parole, forse, ma proprio per questo autentiche: sottolineature semplici, nate dall’ascolto e dall’esperienza, che hanno trasformato la lettura evangelica in un dialogo vivo tra la Parola, la vita e il servizio ecclesiale. L’incontro si è poi concluso nel modo più semplice e familiare: attorno a una pizza, in un clima di serenità e fraternità. Anche questo momento conviviale, apparentemente conclusivo e informale, ha rappresentato una parte importante della giornata. Perché la comunione non si costruisce soltanto nelle grandi celebrazioni o nei momenti ufficiali, ma anche nel tempo trascorso insieme, in una conversazione, in un sorriso, nel piacere di riconoscersi amici e fratelli. A Valdibrana si è respirata così la bellezza di una Chiesa che desidera incontrarsi e conoscersi, senza fretta e senza formalismi, lasciando spazio alle persone e alla Parola di Dio.
Una Chiesa che, seguendo il Vangelo, sa che per essere veramente comunità deve continuamente imparare a farsi piccola, ad ascoltare e a servire. Per i diaconi permanenti, per gli aspiranti e per le loro famiglie, questo incontro è stato certamente un’occasione preziosa di fraternità, ma anche un segno concreto della vicinanza e dell’attenzione del proprio vescovo. Camminare insieme al proprio pastore, sentirsi ascoltati e chiamati a condividere non soltanto ciò che si fa, ma ciò che si è e ciò che si porta nel cuore, rappresenta una ricchezza grande per ogni comunità ecclesiale. E allora, al termine di questa bella giornata trascorsa sotto lo sguardo della Madonna delle Grazie, non può che nascere una parola semplice, ma sincera: grazie, vescovo Augusto. Grazie per aver voluto incontrare i diaconi e le loro famiglie non soltanto per parlare del ministero, ma per ascoltare le persone; grazie per aver ricordato, attraverso il Vangelo, che la perla più preziosa di ogni servizio ecclesiale resta la capacità di diventare piccoli per fare spazio a Dio e ai fratelli.
In questa piccolezza evangelica può crescere una Chiesa più fraterna, più unita e sempre più capace di servire.
Don Lorenzo Battioli, delegato vescovile per il diaconato
