
Rendiamo noto il testo della Bolla di nomina del Vescovo Augusto Mascagna firmata da Papa Leone XIV di cui è stata data lettura in occasione dell’ordinazione episcopale domenica 21 giugno.
Leone, vescovo, servo dei servi di Dio
al diletto figlio Augusto Mascagna, del clero della diocesi di Civita Castellana e lì finora parroco e delegato per la cura della pastorale familiare, vescovo eletto delle diocesi di Pescia e Pistoia unite nella stessa persona, salute e apostolica benedizione.
Poiché abbiamo creduto in Cristo, il quale come pietra angolare ha accolto le genti in quella salvezza che Israele aveva avuto per sé, cantiamo il nostro canto al Signore e dopo aver accolto nel Battesimo il perdono dei peccati riceviamo grazie degne di benefici celesti (Cfr. S. Beda Venerabile, Commento alla Prima lettera di San Pietro, 2). Perciò sorretti dall’ammonimento della fede, con paterno amore poniamo mente alle necessità spirituali delle sedi di Pescia e Pistoia che, al momento vacanti dopo la rinuncia del loro presule, il venerabile fratello Fausto Tardelli, attendono il loro nuovo pastore e moderatore della vita spirituale. Abbiamo pensato a te, diletto figlio, che con i meriti accumulati nell’esercizio dei tuoi doveri pastorali, ti mostrasti fornito di doti sacerdotali e al contempo umane che ti rendono adatto ad assumere questi incarichi. Perciò, dopo aver ascoltato il parere del Dicastero dei vescovi, nella pienezza della nostra autorità apostolica, destiniamo te quale pastore delle suindicate Chiese vacanti pesciatina e pistoiese, nuovamente unite nella persona del Vescovo, concessi i diritti e imposti gli obblighi conformi. Inoltre, per lo stesso parere dal Dicastero uniamo tra loro nella persona del Vescovo le Chiese di Pescia e Pistoia, deliberando che tu, diletto figlio, sia unico e medesimo capo di entrambe le Chiese. Potrai ricevere l’ordinazione episcopale ovunque tu voglia fuori dall’Urbe, osservate le norme liturgiche, da un vescovo Cattolico che tu sceglierai; sarà tuo dovere però, fare prima professione della fede e giuramento di fedeltà verso noi e nostri successori secondo le norme della legge ecclesiastica. Vogliamo che tu renda noto questo nostro decreto al clero e al popolo a te affidato, che esortiamo ad accoglierti come un padre da amare e un maestro da venerare. Accogliendo questi doveri, diletto figlio, guarda che i fedeli a te affidati, illuminati dall’esempio della tua carità, annunziando le virtù di Lui, che dalle tenebre ci ha chiamati alla sua ammirabile luce (cfr Prima Lettera di Pietro 2,9), mettendo da parte l’uomo vecchio con i suoi ragionamenti, vivano nella comunione con Lui, alla cui sostanza siamo condotti attraverso i rimedi pasquali (Messale Romano, feria II, settimana III di Pasqua. Colletta). Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno ventesimo di Aprile, anno del Signore duemila ventesimosesto, primo del nostro Pontificato.
Leone papa XIV.
