
È cominciata con una preghiera per i “piccoli” delle nostre comunità, per quanti la vita ha messo ai margini e non ha lasciato crescere, la visita del vescovo mons. Augusto Mascagna alla Caritas diocesana di Pescia.
Erano circa le 9.45 quando il vescovo, accompagnato dal vicario generale don Alberto Tampellini e dal segretario don Valerio Mugnaini, ha raggiunto la sede di piazza Garzoni. Ad accoglierlo c’erano la direttrice M. Cristina Brizzi, i componenti dell’équipe diocesana e i delegati vicariali del Consiglio Caritas con l’assistente spirituale don Luca Piacentini.
L’incontro ha assunto il tono di un racconto corale, fatto di esperienze, persone incontrate, problemi quotidiani e tentativi di risposta. Sono state presentate le attività dei centri di ascolto, l’accompagnamento delle famiglie, il rapporto con le parrocchie, i percorsi rivolti ai giovani, il servizio civile, i progetti abitativi, la mensa di solidarietà e il laboratorio di riuso e riciclo “Madame Corbeille”.
Mons. Mascagna ha seguito con attenzione, intervenendo con poche domande, chiare e dirette. Ha chiesto come siano organizzati i centri di ascolto, quante persone partecipino agli incontri di formazione e quale rapporto esista tra la struttura diocesana e le Caritas parrocchiali.
Dalle risposte è emersa una realtà articolata, nella quale il servizio non può essere separato dalla formazione. Da alcuni anni i volontari delle Caritas parrocchiali partecipano a incontri periodici, realizzati anche con il sostegno di una psicoterapeuta. Un percorso che nasce dalla consapevolezza che occorre “prendersi cura di chi si prende cura”, perché anche chi ascolta e accompagna può sperimentare stanchezza e solitudine.
Dal Consiglio Caritas sono stati promossi alcuni incontri vicariali per aiutare i volontari delle parrocchie a conoscersi e a scambiarsi esperienze per animare le singole realtà.
Il vescovo ha richiamato la necessità di una formazione non soltanto tecnica, ma anche spirituale, chiedendo se vengano proposti momenti nei quali rileggere alla luce del Vangelo il servizio quotidiano. La Caritas, infatti, non è soltanto l’organismo che distribuisce aiuti o gestisce un alloggio, bensì ufficio pastorale chiamato ad animare l’intera comunità cristiana.
Nel corso della mattinata si è parlato anche dei giovani. La Caritas collabora con le scuole attraverso incontri, percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, oltre a esperienze concrete di servizio alla mensa, nel laboratorio “Madame Corbeille” e negli appartamenti seguiti.
Significativo è il percorso rivolto ai ragazzi sospesi dalle attività scolastiche per motivi disciplinari. Alcuni vengono coinvolti in esperienze di servizio che, in diversi casi, hanno aperto prospettive inattese: un ragazzo ha chiesto di tornare anche durante l’estate; un altro si è presentato con due amici.
Parlando del compito educativo, monsignor Mascagna ha offerto una delle riflessioni centrali dell’incontro: «Dobbiamo far nascere la domanda, non dare le risposte. Gesù ha dato poche risposte, però faceva nascere le domande e indicava la strada, in modo che poi, camminando, si potesse ripensare a ciò che era stato ascoltato».
Parole che descrivono bene anche lo stile della Caritas. L’aiuto non può ridursi alla consegna di una busta o all’erogazione di un contributo: richiede un cammino, la costruzione di un rapporto di fiducia e, quando possibile, il coinvolgimento attivo della persona. Lo stesso principio guida i centri di ascolto sul territorio e l’accompagnamento delle Caritas parrocchiali.
Particolare attenzione è stata dedicata alla realtà di Montecatini, dove si intrecciano dipendenze da sostanze, alcol e gioco, persone senza dimora, anziani soli, famiglie con minori ospitate in alberghi, emergenze abitative e situazioni di disagio psichico o sanitario.
La povertà, è emerso, sta cambiando volto. Accanto alle persone che vivono da anni in condizioni di marginalità, aumentano gli anziani con pensioni molto basse, incapaci di sostenere un affitto o privi di una rete familiare. Per loro la Caritas diventa spesso un riferimento non soltanto economico, ma umano.
Il diritto all’abitare rappresenta uno dei fronti più impegnativi. Sono tredici gli alloggi di co-housing attivi. La Caritas cerca di costruire un rapporto di fiducia tra proprietario e inquilino, offrendo la propria presenza accanto alle persone seguite.
Tra le esperienze illustrate c’è stato anche “Madame Corbeille”, il laboratorio femminile nel quale materiali donati vengono recuperati e trasformati in nuovi oggetti. «Io lo definisco il centro di ascolto numero due», ha spiegato la responsabile M. Cristina Natali. Mentre lavorano, le donne parlano, si raccontano, riscoprono capacità dimenticate e recuperano fiducia in se stesse.
Concluso l’incontro in piazza Garzoni, la visita è proseguita a Montecatini Terme, presso la mensa di solidarietà. Qui vi operano volontari credenti e non credenti, giovani e anziani, italiani e stranieri che vivono “lo stile Caritas”.
Accompagnato dal responsabile Antonino Ruggiero, il vescovo ha visitato le cucine, il centro di ascolto, gli uffici dell’Ente Sant’Allucio per le opere di carità, la sede di FarmaDono e un appartamento di co-housing.
Monsignor Mascagna ha salutato alcuni ospiti e incontrato le persone che animano il servizio. La mensa non vuole essere soltanto un luogo nel quale consumare un pasto, ma uno spazio di relazione, nel quale le modalità di aiuto vengono adattate alle esigenze personali e ai percorsi di autonomia.
Al termine della visita c’è stato un pranzo conviviale. Un momento semplice e familiare, che ha concluso la mattinata in un clima di fraternità.
Un primo frutto concreto dell’incontro è già stato fissato: sabato 24 ottobre 2026 si terrà il convegno diocesano della Caritas, inserito anche nel cammino verso il cinquantesimo anniversario dell’organismo pastorale. Sarà un’occasione per riunire responsabili e comunità parrocchiali, rileggere il lavoro svolto e guardare alle sfide future, tornando alla sorgente spirituale del servizio. La preghiera iniziale aveva già indicato questa direzione: «Nei piccoli c’è la tua presenza. Dacci occhi per conoscerli, servirli e lodarti insieme con loro».
di Simone Lepori









