
Domenica 28 dicembre, con la solenne celebrazione nella Cattedrale di Pescia, si è concluso l’Anno Giubilare della Speranza con la chiusura della Porta Santa. La liturgia, presieduta dal Vescovo Mons. Fausto Tardelli e concelebrata da tutto il clero diocesano, ha visto una grande partecipazione di popolo, radunato per ringraziare il Signore e rinnovare il proprio impegno di fede.
In un clima di raccoglimento e gratitudine, il Vescovo ha aperto la celebrazione con parole di riconoscenza per il cammino spirituale vissuto dalla diocesi durante quest’anno, culminato con il pellegrinaggio regionale a Roma, segno di unità e fede. “Come un solo popolo – ha detto il Vescovo – abbiamo elevato la nostra lode di ringraziamento e la nostra supplica a Dio, unendoci a coloro che spesso non hanno voce”.
Durante l’omelia, Mons. Fausto ha offerto una riflessione profonda sul ruolo della famiglia nella società contemporanea, proprio nel giorno in cui la liturgia celebra la Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Ha evidenziato come la famiglia resti una realtà di fondamentale importanza per l’umanità, ma che oggi, soprattutto in Occidente, attraversa una crisi profonda. Fragilità relazionali, calo dei matrimoni, denatalità e numerosi episodi di violenza domestica sono sintomi di un disagio diffuso. Ha sottolineato come tali difficoltà rivelino non solo una fragilità strutturale, ma anche un vuoto culturale ed educativo che mina alla radice la tenuta della convivenza civile.
Citando il Catechismo della Chiesa Cattolica, ha ribadito che la famiglia è la cellula originaria della società, fondata sull’unione tra un uomo e una donna, e che ogni tentativo di indebolirla rappresenta una ferita per l’intera comunità. Di fronte a queste sfide, la Chiesa – ha spiegato – non si tira indietro, ma accompagna con misericordia ogni fragilità, come ci ha insegnato Papa Francesco nell’esortazione Amoris Laetitia, che rinnova l’annuncio gioioso della bellezza del progetto di Dio sulla famiglia.
Il Vescovo ha poi rivolto un’accorata preghiera alla Santa Famiglia, affinché sorregga le famiglie di oggi, le renda forti, restituisca ai giovani il coraggio di sposarsi, di generare vita, di costruire legami stabili e fecondi. Ha invocato inoltre uno sguardo attento da parte delle istituzioni politiche ed economiche, perché non vedano nella famiglia un ostacolo allo sviluppo, ma una garanzia di futuro autenticamente umano. Allargando l’orizzonte della riflessione, il Vescovo ha sottolineato che la Santa Famiglia è immagine vivente della Chiesa. In essa riconosciamo ciò che la nostra comunità cristiana è chiamata ad essere: centrata su Cristo, unita nella comunione, perseverante nella speranza. Ha ricordato che la comunione non nasce semplicemente dalla nostra volontà, ma è dono dello Spirito, che ci rende un solo corpo in Cristo. Siamo già uniti, ha detto, e la nostra responsabilità è custodire e testimoniare questa unità nella carità e nella pace.
Infine, ha invitato tutti a rinnovare la speranza, tema centrale dell’Anno Santo. In un mondo segnato da paure, delusioni e venti contrari, il cristiano è colui che tiene accesa la lampada della speranza. Guardando alla Santa Famiglia, anche noi possiamo riscoprire la forza di vivere fidandoci di Dio, certi che la speranza non delude. “Dobbiamo essere quelli – ha detto il Vescovo – che girano per il mondo e riaccendono dovunque le piccole lampade della speranza, che ogni uomo e donna porta con sé”. Al termine della celebrazione, in un gesto simbolico e significativo, il Vescovo ha consegnato a tutti i sacerdoti presenti una copia del libro “La forza del Vangelo” di Papa Leone XIV, segno di continuità nella trasmissione della Parola e nella missione evangelizzatrice della Chiesa.
Con questa intensa e partecipata celebrazione, la diocesi di Pescia conclude il Giubileo della Speranza, ma rilancia con forza l’impegno per una Chiesa viva, una società più giusta, e famiglie più forti, unite e generative. Una speranza che non si chiude, ma che si rinnova ogni giorno nel cuore di chi crede.
don Bernie Del Rio
