
Anche quest’anno una sola voce, una sola parola, ha animato le strade di Montecatini Terme: Pace. Domenica 4 gennaio si è svolta la tradizionale Marcia della Pace, organizzata da Azione Cattolica, Ufficio Pastorale Familiare, Caritas, Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro e Pastorale Giovanile, in occasione della 59ª Giornata Mondiale della Pace. Un centinaio di persone, insieme a diverse associazioni locali impegnate nel sociale e ad alcuni sindaci dei Comuni della Valdinievole, hanno partecipato alla manifestazione, sfilando per le vie della città insieme al vescovo mons. Fausto Tardelli. Ad aprire il corteo, la scritta “PACE”, segno condiviso di un messaggio che ha unito tutti i partecipanti. Alle ore 17.00, come da programma, la marcia si è fermata davanti al Palazzo Comunale per un incontro con gli amministratori. Dopo il saluto dell’amministrazione Comunale rivolto ai presenti dalla Vicesindaco Beatrice Chelli il vescovo Tardelli ha consegnato agli amministratori il Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace, sottolineando come, nonostante le difficoltà del tempo presente, la pace resti una meta possibile e necessaria. «Il Papa ci invita alla speranza nonostante tutto – ha affermato il vescovo –. Ci rendiamo conto che è difficile pensare a un mondo di pace, sia a livello globale che nelle nostre realtà più piccole, persino nelle famiglie. La pace è un’impresa ardua, ma non possiamo lasciarci prendere dallo sgomento né pensare che sia irraggiungibile. Ovunque siamo e qualunque sia il nostro impegno o la nostra responsabilità, possiamo essere artefici di pace. Ognuno di noi faccia la propria parte affinché, prima o poi, si possa vivere in armonia in un mondo segnato dalla serenità e dalla pace».
Il tema della giornata è stato guidato dal Messaggio del Santo Padre, intitolato “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”. In questo particolare momento storico, Papa Leone XIV ha voluto offrire al mondo un segnale forte e profetico, aprendo il suo Messaggio con le stesse parole pronunciate all’inizio del suo pontificato: «La pace sia con tutti voi». Una pace che, come spiega il Pontefice, non è solo un augurio, ma una realtà concreta che nasce dal Cristo risorto: una pace “disarmata e disarmante, umile e perseverante”, che proviene da Dio e chiama i cristiani a essere testimoni credibili, facendo memoria anche delle responsabilità e delle tragedie del passato. La marcia si è conclusa poco prima delle 18 davanti alla Basilica di Santa Maria Assunta, con il consueto scambio del segno della pace e il simbolico lancio dei palloncini. A seguire, il vescovo Tardelli ha presieduto la Santa Messa conclusiva della giornata. Nell’omelia, il vescovo ha richiamato l’immagine del Prologo del Vangelo di Giovanni, quella della luce che vince le tenebre, simbolo del mistero dell’Incarnazione. «La luce viene a noi – ha detto –: apriamo le finestre e le porte del nostro cuore per accoglierla nella nostra vita: è una luce che ci inonda, che fa risplendere la nostra esistenza, che dà contorno a tutte le cose e ci permette di godere della bellezza del mondo». La pace, ha spiegato, è luce che illumina l’esistenza e la conduce alla pienezza: «Nella pace possiamo essere pienamente noi stessi e raggiungere la pienezza della nostra vita. È quella pace che è Cristo Gesù, quella che gli angeli hanno annunciato nella notte di Natale: pace agli uomini che Dio ama». «Apriamoci alla pace, alla luce della gioia, dell’amore vero, della speranza e della salvezza – ha concluso Tardelli–. Allora saremo anche noi lampade in questo mondo: illuminati da Cristo, diventeremo fiaccole di luce capaci di indicare una via di salvezza, anche in mezzo alle tenebre».
Luca Parlanti






