La consegna delle onirificenze pontifice a otto laici delle diocesi di Pistoia e di Pescia

Marco Meucci e Paolo Vitali di Pescia hanno ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno.

Una mattinata di grande intensità e significato ecclesiale ha illuminato il Palazzo Vescovile di Pistoia, che alle ore 10.30 di sabato 22 novembre 2025, ha ospitato una cerimonia densa di storia, di memoria e di gratitudine.

Alla presenza delle autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni locali, membri del clero e numerosi fedeli, S. Ecc.za Mons. Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia e Pescia, ha conferito le onorificenze pontificie dell’Ordine Equestre di San Gregorio Magno e di S. Silvestro Papa a otto persone, tra cui il sig. Cav. Marco Meucci, originario di Ponte Buggianese, e al sig. Paolo Vitali, di Pescia.

L’atmosfera, solenne e familiare allo stesso tempo, ha reso evidente la stima e l’affetto che la comunità diocesana nutre per i due insigniti, i cui percorsi di vita e di fede hanno lasciato segni profondi e duraturi nei rispettivi territori.

La cerimonia è iniziata con un momento di accoglienza, seguito dalla benedizione delle insegne dalla proclamazione ufficiale dei decreti pontifici, che hanno preceduto il conferimento materiale delle decorazioni.

Mons. Tardelli ha rivolto un indirizzo di saluto, carico di riconoscenza, che ha permesso di comprendere più a fondo il significato dell’atto compiuto. Tra gli ordini cavallereschi conferiti dalla Santa Sede, quello di San Gregorio Magno è tra i più prestigiosi e rappresentativi. Istituito nel 1831 da Papa Gregorio XVI, l’Ordine deve il proprio nome a San Gregorio Magno, uno dei più grandi pontefici della storia, dottore della Chiesa, riformatore della vita ecclesiale e instancabile costruttore di ponti tra popoli, credenti e istituzioni.

Si tratta di un riconoscimento che non comporta vantaggi materiali né privilegi, ma che possiede un profondo valore morale e spirituale. Essere “Cavalieri” dell’Ordine di San Gregorio Magno significa, infatti, ricevere un incarico di responsabilità: continuare a essere nel mondo segni visibili del Vangelo, con discrezione, rettitudine e spirito di servizio. Il conferimento dell’onorificenza avviene sempre su proposta del vescovo diocesano e con l’approvazione della Segreteria di Stato Vaticana.

La vita di Marco Meucci è segnata da un impegno fedele e concreto a servizio delle parrocchie e soprattutto della comunità di Ponte Buggianese.

La sua disponibilità, sempre discreta e mai ostentata, si è espressa negli anni attraverso incarichi pastorali, collaborazione nelle iniziative parrocchiali e sociali, e vicinanza costante alle esigenze del territorio, oltre all’impegno che ha assunto nell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme sia a livello locale, regionale e nazionale.

Il percorso di Paolo Vitali si inserisce nella lunga tradizione di impegno e collaborazione ecclesiale nella diocesi di Pescia. Per anni, come studioso della storia locale, come Bibliotecario della Biblioteca Capitolare di Pescia ha dedicato tempo, competenze e passione al sostegno delle realtà pastorali e culturali del territorio, contribuendo alla crescita delle relazioni comunitarie e al dialogo tra Chiesa, associazioni, enti e cittadini. La sua disponibilità al servizio – spesso silenziosa, sempre affidabile – è stata riconosciuta come esempio concreto di amore per la Chiesa locale.

Nel suo discorso, Mons. Tardelli ha sottolineato come  gli insigniti rappresentino «un dono per la Chiesa e per le loro comunità», e come il loro servizio sia testimonianza viva di ciò che il Concilio Vaticano II ha indicato essere il ruolo del laico nella missione della Chiesa: partecipare responsabilmente alla costruzione del mondo secondo il Vangelo.

Il vescovo ha inoltre ricordato che il riconoscimento «non celebra gli onori, ma il bene svolto», invitando i nuovi Cavalieri a continuare nel loro cammino con lo stesso spirito di umiltà e dedizione. La cerimonia si è conclusa con un momento di fraternità, durante il quale i presenti hanno potuto congratularsi personalmente con gli insigniti. Il riconoscimento pontificio offre a tutta la comunità sia diocesana che parrocchiale un’occasione per riscoprire il valore della testimonianza dei laici, spesso silenziosa ma fondamentale per la vita delle parrocchie e delle diocesi. La Diocesi tutta, attraverso queste onorificenze, non solo ringrazia in prima persona il Santo Padre, Papa Leone, poi il Vescovo diocesano Mons Fausto Tardelli, ma indica alla comunità esempi di vita cristiana autentica, che incarnano il Vangelo nei gesti quotidiani e alimentano la speranza.

Il Canonico Proposto del Capitolo della Cattedrale

Mons. Battioli Lorenzo Fausto

 

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