Il vescovo Fausto Tardelli in preghiara per le vittime e i sopravvissuti agli abusi: «Educare al profondo rispetto dell’altro come immagine di Dio»

Giovedì 20 novembre 2025 alle 21 nella cattedrale di Pescia il vescovo Fausto Tardelli ha presieduto l’incontro di preghiera per i minori e le persone fragili che hanno subito abusi. Il 18 novembre infatti ricorreva la V giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi nella Chiesa, dal tema significativo: “Rispetto. Generare relazioni autentiche”. Questo appuntamento annuale, istituito dalla Conferenza Episcopale Italiana su indicazione di Papa Francesco, non è solo un momento di memoria e di preghiera, ma rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di impegno della Chiesa italiana verso la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili.

L’accento posto sul concetto di rispetto sottolinea la necessità di vivere le relazioni all’interno della Chiesa legate ad un principio etico che riconosca l’altro nella sua sacralità e originalità. La riflessione si focalizza sull’importanza di non valicare il limite dell’altro, il cui superamento si configura come una violazione e una perdita di quella dignità inviolabile che è riconosciuta ad ogni essere umano. Il riferimento evangelico scelto per guidare i testi della Giornata, “Lasciate che i piccoli vengano a me” (Mc 10,14), rievoca la centralità dei più vulnerabili e l’attenzione prioritaria che Gesù stesso ha loro riservato.

Il servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili è stato costituito ufficialmente dal Consiglio Episcopale Permanente della CEI nel 2018. La sua nascita è stata accompagnata dall’istituzione della rete territoriale di supporto, che prevede referenti diocesani e centri di ascolto, essenziali per un’azione capillare. I servizi della diocesi di Pistoia e della diocesi di Pescia sono in continuo contatto per la formazione, il supporto, la diffusione della cultura di rispetto e tutela delle persone vulnerabili e la promozione di iniziative come quella svoltasi a Pescia.

Nella sua riflessione il vescovo ha sottolineato l’importanza di ritrovarsi per pregare insieme per le vittime degli abusi, consapevoli che è impossibile far svanire l’esperienza subita, ma  basilare per chiedere al Signore la grazia di aiutare le vittime a non essere schiacciate dal dolore. «La ferita profonda che hanno ricevuto possa rimarginarsi in parte, possa non condizionare in modo pesante la loro esistenza, la loro crescita» ha detto monsignor Tardelli.

Il vescovo poi ha espresso una forte richiesta di perdono, definendo ipocrita qualsiasi preghiera che non sia accompagnata da un sincero pentimento. Egli ha chiesto perdono soprattutto «per gli abusi avvenuti nella Chiesa a causa di ministri del Vangelo e di persone che, pur avendo il compito di servire in nome di Cristo, si sono rese strumenti di male. La nostra preghiera – ha proseguito sua eccellenza – si accompagna a una richiesta sincera di perdono e anche a una vergogna grave, davvero importante. Agli occhi di Dio ci sentiamo veramente di nascondere il nostro volto per la vergogna di quello che è accaduto».

Il Vescovo, infine, ha sottolineato che è essenziale un impegno concreto affinché gli ambienti ecclesiali siano luoghi sicuri per i ragazzi, per i bambini, per gli adolescenti: «quindi ci dobbiamo sentire impegnati in questa sanificazione dei nostri ambienti, questa vigilanza anche sulle nostre realtà perché appunto non si insinui questo veleno davvero mortale».

L’impegno si deve estendere anche alla società, promuovendo il rispetto per gli altri come un baluardo fondamentale: «impegniamoci a  educarci l’un l’altro: dobbiamo educare al profondo rispetto dell’altro considerato come immagine di Dio, come portatore di una dignità inalienabile».

 

Giovanni Sbolci

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