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IL VESCOVO

S.E. MONS. ROBERTO FILIPPINI

 

 

 

 

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GIORNATA DELLA CARITA' DEL PAPA

La Giornata per la Carità del Papa, o Obolo di S. Pietro, è una delle collette nazionali obbligatorie stabilite dalla Conferenza Episcopale Italiana.

È "l'antica pratica..., in certo modo già in vigore nelle prime comunità cristiane, che scaturisce dalla consapevolezza che ogni fedele è chiamato a sostenere anche materialmente l'opera dell'evangelizzazione e, al tempo stesso, a soccorrere con generosità i poveri e i bisognosi ... Questa prassi ecclesiale è andata sviluppandosi con il passare dei secoli, adattandosi alle diverse esigenze dei tempi e prosegue anche ora. In ogni diocesi, in ogni parrocchia e in ogni comunità religiosa viene infatti annualmente raccolto l'Obolo di San Pietro, che è poi fatto pervenire al centro della Chiesa per essere ridistribuito secondo i bisogni e le richieste che giungono al  Papa da ogni parte della terra". 

Le offerte pervenute alla Curia Vescovile saranno successivamente inoltrate alla Santa Sede.

 

GIORNATA DELLA CARITA' DEL PAPA

E' possibile scaricare dalla sezione DOCUMENTI il Calendario del Giubileo Straordinario della Misericordia per la nostra diocesi

 

 

 

 

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MONS. FILIPPINI A TV2000

 

 

 

Lo scorso martedì 14 giugno il nostro Vescovo è stato ospite della trasmissione televisiva "Il diario di Papa Francesco", andata in onda al pomeriggio sulla rete TV2000. La puntata, condotta in studio da Gennaro Ferrara e guidata da alcuni interventi di Marco Bruni, ha visto Mons. Filippini protagonista di una profonda riflessione su due temi centrali: l'Evangelii Gaudium, Esortazione Apostolica sull'annuncio de Vangelo e l'omelia odierna del Papa a Santa Marta dove, riprendendo le parole di Gesù nel Vangelo, il Pontefice aveva sottolineato l'importanza della guarigione del cuore partendo anche dall'amore nei confronti dei nemici.

Il nostro Vescovo, parlando di Evangelii Gaudium, ha puntato principalmente sul primo capitolo (in particolare i paragrafi 36 e 37) dove si parla della trasformazione missionaria della Chiesa riferendosi direttamente alle parole del Papa che, citando il Concilio Vaticano II, indica un gerarchia della verità per dire quelle che raccontano meglio il messaggio essenziale del Vangelo.

Intervistatore: "Perché ha scelto proprio questi brani e poi che conseguenze pratiche ha nel modo di essere Chiesa, di fare Chiesa l'aver individuato questa gerarchia delle verità nel Signore morto e risorto e nella Misericordia, come l'Essenziale?".
Vescovo: "Questa ricerca dell'Essenziale mi sembra che sia una delle caratteristiche dell'insegnamento di Papa Francesco e il recupero di una delle intuizioni più importanti del Concilio Vaticano II. La gerarchia delle verità, va proprio in questa direzione. Presentare allora al mondo non una Dottrina in cui tutte le verità sono sullo stesso livello, tutte in maniera quasi uniformata, ma mettere a fuoco ciò che sta davvero al cuore significa far prendere a tutte le verità la loro giusta collocazione dentro una visione organica, armonica che permette di distinguere ciò che è conseguenza da ciò che è fonte, ciò che è sorgente non disperdendoci magari appunto in problematiche o principii che sono sicuramente importanti, e forse anche non negoziabili, ma che per essere tali hanno bisogno di agganciarsi a ciò che sta al centro e prendono luce e importanza proprio dalle verità centrali. In questo caso dalla Verità che è la Grazia, che è l'offerta di Misericordia: davvero il cuore della predicazione di Gesù. [...] Penso che questo richiamo di Papa Francesco alla gerarchia delle verità, a concentrarsi sull'annuncio di Gesù morto e risorto per noi che ci dà sempre una nuova possibilità di riscatto - di redenzione, è poi anche il modo migliore di impostare la Missione. Infatti il documento del Pontefice si propone proprio di rilanciare la Chiesa nella Missione, nella gioia del Vangelo".

Intervistatore: "La Dottrina cristiana si chiama Gesù Cristo [ha detto il Papa al Convegno Ecclesiale di Firenze dello scorso novembre 2015] e in risposta alcuni critici dicono che si sta "annacquando" la Dottrina: il Papa parla di "carne tenera" mentre alcuni hanno bisogno di principi rigidi senza il quale c'è disorientamento. Che significa questa dialettica che c'è? ".
Vescovo: "Proprio stamani e nei giorni scorsi a S. Marta, il Papa ha commentato una delle sezioni del Discorso della Montagna fra le più esigenti. Là troviamo che cosa significa l'annuncio di Gesù che pure offe la grazia, chiama alla felicità, proclama le beatitudini e nello stesso tempo dice "avete inteso che fu detto, ma io vi dico" e ogni volta gioca ad un rialzo di impegno.  Chiede ai suoi discepoli una giustizia che egli definisce superiore a quella degli scribi e dei farisei, una "giustizia sovrabbondante": [ad esempio] non basta non uccidere ma bisogna anche lavorare in profondità, alla radice nel cuore perché si superino anche quelle passioni che provocano l'azione omicida. Bisogna superare anche la collera. E questo porterà poi in un crescendo fino a dire "avete inteso che fu detto amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico ...ma io vi dico" di amare anche i nemici.  Allora Gesù è indubbiamente un Maestro che chiede molto, ma perché molto ha donato e la sua richiesta è di mettersi in cammino, in una progressione [sempre crescente]".

Intervistatore: "Ma perché questa richiesta non si può tradurre con delle regole rigide che [alcuni] chiedono tanto? ".
Vescovo: "Forse proprio perché le regole rigide, che erano dei farisei e degli scribi, in un certo senso miravano ad una giustizia alta ma dal punto vista quantitativo e non qualitativo; cioè l'osservare sempre più norme, sempre più regole per sentirsi apposto, per sentirsi giusti difronte a Dio. Mentre quello che il Signore propone è un percorso che è in divenire, che addirittura mira alla perfezione: "siate perfetti come è perfetto il Pare vostro"".
Un ospite in studio ha chiesto poi: "Dal punto di vista anche pastorale, lo chiedo a lei come Vescovo, come possiamo fare difronte al comandamento - alla legge ama il nemico, e abbiamo notizie di cronaca di questi giorni, come fare a dire di amare addiritttura quello che ti ha ucciso il figlio o la figlia? Non posso rispondere fino a che punto?".
Vescovo: C'è da tremare! C'è da tremare, difronte a queste situazioni. Io direi intanto comincia a pregare, pregare per quella persona. Pregare vuol dire, in questo caso, prendere le sue parti difronte a Dio. Si, schierarsi dalla sua parte difronte a Dio. Come appunto ha fatto Gesù sulla croce, quando ha chiesto al Padre di perdonare anche i suoi persecutori. Imitare. Imitare e seguire. Due parole che possono riassumere tutta la vita cristiana. Seguire Gesù e seguire il Vangelo, come lo stesso Papa Francesco riprendendo Francesco d'Assisi afferma, senza commentarlo, sine glossa: prenderlo realmente e sul serio il Vangelo ci porta poi a imitare Gesù e quindi a imitare il Padre di cui Gesù è il volto, ed è il Volto della Misericordia. E' interessante che quel "siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli" nel testo parallelo di Luca, che probabilmente è anche il testo più antico e originale in questo caso, suona "siate misericordiosi". Si! "Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro che è nei cieli"".

Intervistatore: "Come si fa, e cosa sta facendo lei a Pescia per presentare il volto misericordioso della Chiesa che segue Cristo e non al Chiesa come mera dispensatrice di alcune regole e alcune norme? Una cosa concreta".
Vescovo: "Ci sono cose concrete cha a Pescia si facevano prima che arrivassi io, io sono arrivato a gennaio. C'era già una realtà interessante di impegno della Caritas. Una Caritas vivace che è molo attenta ai bisogni o meglio, alle persone che sono bisogno e nella sofferenza nel territorio. Poi ci sono Comunità, Comunità parrocchiali dove si cerca di vivere il Vangelo innanzi tutto nell'ascolto e nella preghiera; ma anche poi in quell'approfondimento, anche personale che porta alla conversione, che chiede la conversione (preghiera - testimonianza -  servizio). L'intenzione è poi di trovare anche qualche segno alla fine dell'Anno della Misericordia che continui questa proposta".

Don Valerio Mugnaini

 

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Diario del Vescovo

Venerdì 24
Al mattino: tesi di laurea all'ISSR 'Stenone' di Pisa
21.00 in Cattedrale: concerto di S. Giovanni

Sabato 25
9.30-13.00 udienze

Domenica 26
9.00 a Torricchio: S. Cresime
11.00 a San Salvatore: S Cresime
17.30 a Massa: 50° di sacerdozio di don Silvano Quattrin

Martedì 28
21.00 a Cintolese: concerto per il 60° di ordinazione del Canonico don Sergio Anzuini

Mercoledì 29
9.30-13.00 udienze

Giovedì 30
18.00 a Ponte Buggianese: saluto alle suore Calasanziane

Venerdì 1
9.30-13.00 udienze

Santa Sede

CEI

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